| ITINERARIO 1 |
| 1 |
Piazza Cavalli: il Gotico, I Cavalli e Palazzo del Governatore |
| 2 |
Chiesa di S. Eufemia |
| 3 |
Chiesa di S.Sisto |
| 4 |
I Musei di Palazzo Farnese
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| PIAZZA CAVALLI |
Dalla
Piazza, alla destra del Palazzo Gotico, imbocchiamo e percorriamo Via Calzolai, Via
del Monte, svoltando poi a destra per Via S. Eufemia, dopo qualche centinaio di metri
troviamo alla nostra destra la Chiesa di S. Eufemi |
| CHIESA DI S.EUFEMIA |
Prezioso monumento piacentino d'arte romanica, consacrata dal
Vescovo Aldo nel 1108. Il portico antistante (pronao), è stato lievemente rialzato
durante i restauri ottocenteschi; di straordinario interesse sono i capitelli dei pilastri
che riportano figure umane e animali simbolici.
L'interno della chiesa, a tre navate e a tre absidi, è suddiviso da pilastri in
muratura, piccoli e grandi alternati, con caratteristici inserti più chiari e più scuri
negli archi. Sul lato destro della chiesa sorgono armoniosi ed eleganti ambienti
cinquecenteschi del convento degli agostiniani. Il campanile è stato ricostruito
nell'Ottocento in stile neogotico.
Proseguendo nello stesso senso di marcia s'imbocca Via S. Sisto al termine della quale si
presenta l'omonima chiesa. |
| CHIESA DI S.SISTO |
D'epoca cinquecentesca e introdotta da un portale rustico del
1622, in realtà la storia di S. Sisto inizia dal secolo IX, quando l'Angilberga,
moglie dell'Imperatore Ludovico II, si ritirò a Piacenza e vi costruì nell'874 un
monastero di benedettine intitolato alla Resurrezione del Salvatore e una Chiesa annessa
dedicata ai SS. Sisto e Fabiano. Entrando nel Portale ci si trova in un triportico con
colonne e archi, tra i quali sono affrescati medaglioni con volti di illustri benedettini.
L'interno presenta una suddivisione a tre navate con colonne in granito e volta centrale a
botte, un doppio transetto con doppia cupola semisferica. L'architetto è il piacentino
Alessio Tranello (1470-1528).
I benedettini chiamarono a decorare la loro chiesa i migliori artisti tra i quali
Zacchetti, Campi, Zuccai, Novelli, Ghittoni.
Nel presbiterio si affacciano due belle cantorie d'organo di legno dorato (1697). Nel coro
e nell'abside appare nella sua ridondanza la cornice dorata che circonda la copia
settecentesca della Madonna Sistina di Raffaello, che fu purtroppo venduta nel 1754 dai
monaci ad Augusto III, Elettore di Sassonia, e oggi a Dresda.
Un'altra opera di valore è il coro in noce intarsiato con differenti legni e
rappresentante le più diverse e difficili prospettive di città, paesaggi, oggetti. E'
uno degli ultimi esempi cinquecenteschi di tarsia a motivi prospettici (1514-1528) opera
di G. Pambianco e B. Spinelli.
Ritornando in Via San Sisto e svoltando sotto l'arcone, si passa nella stretta Via
Alginberga per arrivare a Piazza Cittadella alla cui sinistra si presenta la trecentesca
cittadella (1373) che originariamente si presentava con quattro torri cilindriche agli
angoli e quattro porte con ponti levatoi. Ora si presenta in tutta la sua imponenza il
Palazzo Ducale dei Farnese sede dei Musei Civici.
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| I MUSEI DI PALAZZO FARNESE |
Il
Palazzo è legato alle vicende della famiglia Farnese, che entrano nella storia di
Piacenza nel 1545, quando il Papa Paolo III investe il figlio Pier Luigi,
Gonfaloniere della Chiesa dei Ducati di Piacenza e Parma al quale succedette il figlio
Ottavio.
L'edificio ospita:
Il Museo Civico, istituito nel 1884 è costituito dalle
sezioni: Farnesiana, Medioevale, Sculture, Armi antiche, Ceramiche e vetri, Carrozze.
o Il Museo del Risorgimento raccoglie testimonianze dell'epoca risorgimentale piacentina
attorno alla prima e seconda guerra d'indipendenza.
o Il Museo Archeologico è costituito dalla sezione Pre-Protostorica e dalla sezione
Romana.
Sito internet: www.farnese.net |
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| ITINERARIO 2 |
| 1 |
Piazza Cavalli: il Gotico, I Cavalli e Palazzo del Governatore |
| 2 |
Chiesa di S. Francesco |
| 3 |
Chiesa di S.Antonino |
| 4 |
Il Teatro Municipale |
| 5 |
Galleria d'arte moderna "Ricci Oddi" |
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| PIAZZA CAVALLI |
E' dal secolo XIII il cuore
politico-economico della città e deve il suo nome alle due statue equestri in bronzo dei
duchi Farnese che qui si ergono alle spalle dell'imponente mole del Palazzo Pubblico
tradizionalmente chiamato Gotico.
Sull'antica e affascinante area si affacciano edifici d'epoche diverse come il
Palazzo del Governatore (1787), contrapposto al Palazzo Gotico,
ed il Palazzo del Collegio dei Mercanti (1676/1697), ora sede del Comune, a lato est del
Gotico.
I Due
monumenti equestri: sono stati realizzati dallo scultore toscano Francesco
Mochi di Montevarchi e raffigurano Ranuccio Farnese (1620), sulla destra,
in costume romano e con lo scettro; sul basamento due bassorilievi rappresentano la Pace
ed il Buon Governo. Sulla sinistra suo padre Alessandro Farnese (1625), avvolto in un
fluttuante mantello e in sella ad un irruente cavallo. Questo è considerato il capolavoro
del Mochi che con quest'opera supera la staticità del monumento di Ranuccio anticipando
la dinamica barocca. Il basamento è coronato da armoniosi putti e ai lati due
bassorilievi che raffigurano Alessandro che riceve gli ambasciatori della regina
Elisabetta (1587) e l'assalto della città di Anversa (1587).
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| IL PALAZZO GOTICO |
| sorge nel 1281 per iniziativa di Alberto
Scoto, capo dellUniversità dei Mercanti e potente signore della città, che lo
destina a sede del Governo. Ledificio, sottoposto nel corso dei secoli a lavori di
ammodernamento, deve la sua originalità architettonica alla struttura gotica con archi a
sesto acuto nel piano inferiore, sovrapposta da forme romaniche degli archi a pieno centro
nel piano superiore, con finestre una diversa dallaltra. Sulla facciata tra la
quarta e la quinta finestra è ospitata, entro una nicchia, una statua raffigurante Maria
con il Bambino (XIII secolo), quella di oggi è una copia, loriginale è conservato
presso il Museo Civico. Nella torretta centrale dalla merlatura ghibellina si trova lo
storico campanone utilizzato in passato per radunare il popolo in particolari occasioni.
Nella parte finestrata sovrastante il porticato, un unico vasto salone rettangolare con
tetto ligneo a capriate è ora sede di importanti mostre. |
| IL PALAZZO DEL GOVERNATORE |
Edificato nel 1787 su progetto del valente architetto
piacentino Lotario Tomba, al quale si devono anche i progetti del Teatro Municipale (1804)
e del Cimitero (1828), deve la sua denominazione al fatto che fu sede sino al 1860 degli
uffici del governatore della città. Dallo sviluppo orizzontale, con due ordini di
finestre separate da paraste, e dallaltezza modesta volutamente non compete con
limponenza di Palazzo Gotico. Sulla balconata terminale sono presenti statue di
divinità mitologiche e vasi decorativi; sulla facciata sinistra è applicata una
meridiana solare e a destra un calendario perpetuo collocati nel 1793 dal fisico
piacentino G. F. Barattieri di S. Pietro. |
| CHIESA DI S.FRANCESCO |
Datata (1278-1365), con la piazzetta antistante, si affaccia
discretamente sul lato est di Piazza Cavalli. E' uno dei più importanti esempi di
architettura francescana gotico-lombarda, con torre campanaria quadrata, facciata a vento
in cotto con due contrafforti centrali; rosone, cuspide e guglie. Nel portale con
strombature e colonnine tortili, una lunetta quattrocentesca rappresenta a rilievo San
Francesco che riceve le stigmate, opera di Guiniforte Solari (1460 ca.).
Entrando nella Chiesa, ci si trova in un esteso spazio a tre navate suddivise da alte
arcate gotiche sostenute da pilastri cilindrici in cotto. Da osservare la Cappella della
Beata Vergine, sul lato destro, dipinta dal cremonese Malosso.Nella terza cappella discesa
dello Spirito Santo di Nuvolose (1681); nell'ambulacro, quarta cappella, Pietà di B.
Castello (inizio sec. XVII); nel transetto sinistro frammenti di affresco della
Crocifissione (fine sec. XIV) e la scultura della Deposizione di L. e D. Reti (1670-1680),
entrambi artisti al servizio della corte farnesiana.
Da San Francesco percorrendo Via XX Settembre (che nei secoli passati ospitava i mercanti
di gioielli e tessuti e che ancor oggi è una delle strade commerciali più importanti per
lo shopping cittadino) si giunge a Piazza Duomo, creata sotto il papato di Paolo III
Farnese (1534-1549), contornata da porticati su due lati e con la splendida vista frontale
del Duomo: la cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta. |
| IL DUOMO |
Fu costruito in un prolungato arco di anni (1122-1340 ca.) e
proprio per questo ha una sua originalità che lo distingue dalle cattedrali romaniche
delle altre città padane. La facciata, in marmo rosa di Verona nella parte inferiore e in
arenaria nella parte superiore, è a capanna con gallerie cieche di sottili colonnine,
riprese in orizzontale nella parte mediana. Due pilastri semicilindrici le dividono in tre
campi verticali evidenziando il grande rosone centrale. I tre ingressi sono sormontati da
piccoli portici a due colonne (protiri).
Sulla sinistra si eleva l'alto campanile romanico-lombardo completato nel 1341 da Pietro
Vago. Sulla cuspide conica fu posto l'angelo girevole in rame dorato (1344), la gabbia in
ferro fu costruita dal Comune (1495) ed era destinata ad esporre al pubblico disprezzo i
rei di sacrilegio.
L'interno della chiesa è a tre navate sorrette da pilastri cilindrici con archi romani a
pieno centro sopra i quali si sviluppano i matronei. Le finestre superiori e gli arconi
trasversali seguono una tecnica gotica, mentre le arcate inferiori sono a semicerchio
romanico. Su alcuni pilastri sono scolpite sette formelle che rappresentano le arti e i
mestieri delle corporazioni piacentine che finanziarono una parte dei lavori. Di grande
importanza artistica i capitelli con storie dell'Antico Testamento, la Madonna con il
Bambino e i Profeti e le Sante sopra le arcate.
Procedendo verso l'altare si arriva ai due bracci trasversali a tre navate, al centro dei
quali s'innalza il tiburio ottagonale, con una galleria di soggette. Gli affreschi del
tiburio sono del Guercino (1626); quelli del santuario sono di Ludovico Carracci e di
Camillo Procaccino, le testimonianze più alte della pittura barocca a Piacenza. Sopra
l'altare il grande polittico policromo in legno di Antonio Burlengo e Bartolomeo da
Groppallo (1447). Sotto il presbiterio si trova la cripta intitolata a Santa Giustina, le
cui reliquie sono poste sotto l'altare.
Uscendo dal Duomo, sul lato sinistro si ha il Palazzo Vescovile che ospita anche il Museo
e l'Archivio Capitolare (visitabili a richiesta).
Lasciando la Piazza e percorrendo Via Chiapponi si giunge ad un'altra splendida Basilica,
quella di Sant'Antonino, patrono di Piacenza. |
| CHIESA DI S.ANTONINO |
Si presenta con una grande torre ottagonale posta
all'incrocio dei due atri di ingresso. Si sa per certo che la Basilica fu fondata nel IV
secolo e dedicata a Sant'Antonino Martire, protettore della città. Nel corso dei secoli
la struttura fu oggetto di ammodernamento e di ricostruzioni (IX e XI sec.).
Entrando nel Pronao alto e voltato alla gotica, si incontrano le sculture del portale
della seconda metà del secolo XII. All'interno si notano le colonne che sorreggono la
torre e sulla sinistra il corpo più lungo della Chiesa. Primari importanza artistica
hanno gli affreschi sopra la navata centrale risalenti al secolo XI (visibili solo con
autorizzazione). A destra la Cantoria d'organo in legno dorato con il prodigioso movimento
di figure e le quattro tele raffiguranti episodi della vita di S. Antonino di R. De Longe
il pittore fiammingo stabilitosi a Piacenza nel 1690 al quale si deve la diffusione della
migliore pittura barocca sia nelle chiese sia nei palazzi.
Lungo il fianco destro della Basilica si estende il Chiostro, cui è annesso un archivio
ricco di documenti, tra i più antichi d'Europa. E' visitabile a richiesta il piccolo ma
ricco Museo che conserva la pradella con le storie di S. Antonino (1455-1468).
Voltando le spalle alla Basilica, in direzione Via Giordani, ci si presenta il Teatro
Municipale. |
| TEATRO MUNICIPALE |
Con un fastoso timpano triangolare
sostenuto da quattro colonne ioniche, il Teatro ospita all'interno due ordini di palchi,
due di gallerie ed un loggione. La preziosa decorazione fu affidata ad A. Sanquirico,
celebre scenografo della Scala di Milano (1826). La facciata fu progettata dal piacentino
Lotario Tomba nel 1830. Sito internet:
Proseguendo per Via Giordani si giunge all'incrocio con via San Siro che è tagliata da
questa in due parti. Sulla sinistra , ad angolo, si trova il Palazzo Scotti di Sarmato
(1751) mentre passando alla parte destra di Via San Siro si arriva alla Galleria d'Arte
Moderna "Ricci Oddi". |
| GALLERIA "Ricci Oddi" |
Nella galleria sono esposti circa 400
dipinti, distribuiti in 25 sale, di numerosi autori italiani e
stranieri operanti dalla seconda metà dellOttocento alla prima metà del Novecento.
Si tratta di un selezionato nucleo di opere collezionate nellarco di trentanni
dal nobile Giuseppe Ricci Oddi e donate nel 1924 al Comune di Piacenza. Sito internet |
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